Progetto finanziato nell'ambito del PNRR

L'iniziativa è finanziata nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Componente 3 – Turismo e Cultura 4.0, Misura 2 «Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale», Investimento 2.1 «Attrattività dei borghi storici» – Linea B, finanziato dall'Unione europea – NextGenerationEU.

CUP: C25H24002620008 · BRG: BRG0000730

Olio monocultivar: cos’è e perché sceglierlo

Blend vs Monocultivar

La maggior parte degli oli extravergine in commercio sono blend, cioè ottenuti dalla miscela di olive di diverse varietà. Il blend punta all’equilibrio e all’armonia dei sapori. Un monocultivar, invece, è prodotto da una sola varietà di oliva, esaltandone al massimo le caratteristiche uniche.

Il carattere del Carpellese

La cultivar Carpellese è autoctona della provincia di Salerno. Produce un olio dal fruttato medio-alto, con note intense di erba fresca, carciofo e pomodoro acerbo. Il piccante è progressivo e persistente — un olio di grande personalità.

Perché scegliere un monocultivar

  • Identità territoriale: racconta un territorio specifico attraverso una cultivar radicata in quel luogo
  • Profilo gustativo definito: sapori più marcati e riconoscibili rispetto a un blend
  • Esperienza sensoriale: ideale per chi vuole esplorare le sfumature dell’olio
  • Abbinamenti mirati: il carattere deciso lo rende perfetto per piatti che reggono sapori forti

Come usarlo

Il monocultivar è pensato per essere gustato a crudo: su una zuppa di legumi, una bruschetta calda, un carpaccio di pesce. Lasciate che il suo carattere emerga senza la competizione di altri sapori forti.

Provate il nostro Genèa monocultivar carpellese — un’esperienza che racconta Oliveto Citra in ogni goccia.